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Archive for the ‘Filosofia della scienza (VarLib)’ Category

Tempo e Convenzioni

Posted by giulianotorrengo su novembre 25, 2008

Vorrei sottoporre alla vostra attenzione un argomento contro il convenzionalismo sulla metrica del tempo. Leibniz aveva già notato che lo scettico sull’oggettività metrica del tempo ha vita più facile del suo “cugino” spaziale. Possiamo constatare se due pezzi di legno hanno la stessa lunghezza confrontandoli direttamente, mentre per constatare se due eventi in successione hanno la stessa durata dobbiamo per forza ricorrere a un terzo elemento: (semplificando un po’) un meccanismo che produca intervalli regolari, ossia della stessa lunghezza. Ma come constatiamo l’isocronia di tali intervalli? Ovviamente, introdurre un secondo orologio innescherebbe uno spiacevole regresso. Ci può venir voglia quindi di abbandonare l’oggettivismo metrico e abbracciare il convenzionalismo: che due eventi non simultanei siano isocroni o meno non è un dato di fatto, ma dipende dalla convenzione che adottiamo. Quindi due eventi possono avere la stessa durata stando ad alcune convenzioni, mentre avere durate diverse stando ad altre convenzioni. Solo se iniziano e finiscono allo stesso momento siamo giustificati a credere che siano isocroni (indipendentemente da ogni convenzione, e quindi presumibilmente stando a ogni convenzione).

Immaginiamoci la seguente situazione. Una bomba con un timer viene trovata e un artificiere è immediatamente chiamato. Questi, osservata con cura la bomba, deduce che si tratta di un meccanismo del tutto analogo a quello che il giorno prima, durante una esercitazione, ha disinnescato in 2 minuti netti. Guarda il timer, che segna 2 minuti e 10 secondi, e pensa “se ci metto quanto ci ho messo ieri, ce la faccio”.

Ora, per l’oggettivista le cose stanno proprio così, basta che lui ci metta quanto ci ha messo ieri, e non muore. Ma per il convenzionalista no: perché stando ad alcune convenzioni la sua esercitazione ieri dura meno del lasso di tempo che passerà fra il suo pensiero e l’esplosione della bomba, ma stando ad altre no. La sua vita, quindi, sembra dipendere non solo dalla sua velocità come artificiere, ma anche dalla convenzione che adottiamo, il che – non trattandosi di un soldato che deve difendere un confine – appare bizzarro.  Più precisamente, per l’oggettivista l’arteficiere è giustificato a credere che se farà più o meno le cose che ha fatto ieri, il lasso di tempo che ci metterà a finire sarà tale che non morirà. Ma per il convenzionalista, per cui non è un dato di fatto che il lasso di tempo che ci metterà e quello passato ieri durante l’esercitazione siano uguali (né che non siano uguali), l’arteficiere non può essere giustificato a pensarla così.

Come tutti gli argomenti “antiscettici” ha un po’ l’aria della petizione di principio, ma non mi sembra se la cavi peggio di altri. Che vi sembra?

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naturale/artificiale/arbitrario

Posted by elenacasetta su agosto 21, 2007

Buongiorno a tutti.

Sto lavorando sulle tassonomie biologiche. Ora, all’interno di una tassonomia vengono ammesse — a seconda della scuola tassonomica, e quindi dei criteri usati — certe entità e non altre. Per esempio: i cladisti ammettono solo i taxa monofiletici (antenato + tutti e solo i suoi discendenti), mentre altri ammettono anche i taxa parafiletici (antenato + alcuni ma non tutti i discendenti, cf. il famoso caso del taxon Reptilia) ecc. Su che basi? Beh, dopo essermi letta un po’ di letteratura, sembra che la motivazione, da Linneo in avanti, sia che alcuni taxa sono artificiali o arbitrarii, e quindi vadano scartati a favore di quelli naturali. Purtroppo nessuno (almeno, che io sappia) si prende la briga di definire la distinzione in termini non intuitivi, tranne forse LaPorte nel suo Natural Kinds and Conceptual Change, il quale definisce “naturale” come “avente un valore esplicativo”. (Un certo taxon sarebbe più naturale di un altro se spiega più cose. Sono anche d’accordo sul fatto che un taxon possa essere migliore di un altro su questa base, ma non vedo perchè continuare a usare la dicitura “naturale” se ciò che si intende è “dotato di valore esplicativo” o qualcosa del genere). Ah, dimenticavo, anche Linneo ce la dà, una definizione di naturale: sono naturali quei taxa di specie che sono stati creati da dio, conseguentemente quelli vanno ammessi nelle nostre classificazioni del mondo (essendo, il libro di dio e quello della natura, in perfetto accordo). Su questo però, che andava benissimo per Linneo, forse ad oggi potremmo non essere tutti d’accordo. Per il resto, nella letteratura, il “naturale” viene generalmente — almeno mi pare — assimilato a “secondo la mia teoria”: se voglio una tassonomia che rispecchi i processi evolutivi, sono naturali — e quindi vanno ammessi — taxa di un certo tipo; se invece voglio una tassonomia teoricamente neutrale (tipo i fenetisti), allora chiamo naturali tutti i taxa (mono, para e polifiletici) e così via.

Quello che non mi torna, e su cui mi piacerebbe avere le vostre opinioni è questo:

– qualcuno ha tentato di definire la distinzione naturale/artificiale in termini non intuitivi?

– l’identificazione artificiale-arbitrario secondo voi è legittima? Mi sono dannata nel cercare l’opposto di “arbitrario” e con scarsi risultati…

– escludere una certa entità da una classificazione (che si vuole esaustiva) equivale a non ammetterne la realtà? Se sì, allora ciò che è artificiale sarebbe meno reale di ciò che non lo è — posto che, anche solo in termini intuitivi, si riesca a stabilire un confine netto? (certo, una classificazione biologica è una classificazione di generi naturali, quindi quelli artificiali andrebbero esclusi, posto appunto che si riesca a chiarire la distinzione. Eppure, nei fatti, non è proprio così: pensiamo alle specie ibride, anche quelle sono considerate specie e incluse in una tassonomia)

Grazie dell’attenzione,

spero che la categoria dove ho deciso di postare sia giusta 🙂

elena

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controfattuali, causalita’ e modellizzazione causale

Posted by fede22 su marzo 15, 2007

Ciao a tutti!

 Mi sto cimentando di nuovo con i controfattuali.  Sono alle prese con un paper da scrivere con un demografo e uno statistico sui controfattuali nella modellizzazione causale.  In filosofia della causalita’ c’e’ stata e c’e’ tutt’ora un vivo dibattito sui controfattuali. Dal lato filosofico abbiamo il ben noto Lewis, ma dal lato modellizzazione causale (soprattutto in scienze sociali) le cose sono piu’ complesse.  Diciamo che abbiamo due fazioni. I Guelfi guidati Phil Dawid (2000, 2007)  sferrano potenti attacchi ai controfattuali e propongono di rimpiazzare la modellizzazione strutturale (secondo loro essenzialmente controfattuale) con la teoria della decisione.  I Ghibellini, piu’ o meno capitanati da Judea Pearl (2000), strenuamente la difendono. Pearl va anche oltre e sostiene che la sua semantica per i modelli strutturali e’ sostanzialmente equivalente alla semantica di Lewis.

 Fondamentalmente mi (vi! 🙂 ) pongo tre domande:

1) Pearl (2000, ch.7.4) sostiene questa equivalenza tra le due semantiche. Ma ha ragione? Sono davvero equivalenti? Mi sono un po’ persa nel suo formalismo, quindi se qualcuno ha delle idee al riguardo, ben venga …  🙂

2) Io continuo a dubitare che i controfattuali di Lewis e i controfattuali in un modello strutturale siano la stessa cosa.  Non sono convinta che un controfattuale in un modello strutturale riguardi un single case e soprattutto che riguardi la metafisica della causalita’ (identificare *la* causa). Un controfattuale, in un modello economico standard della domanda e l’offerta, e’ una cosa del tipo: dato il prezzo attuale P=p0 di un bene, quale sarebbe il valore della domanda Q se fissassimo il prezzo a P=p1? Qui non sto cercando la causa, ma cerco di stabilire una (ipotetica) relazione tra domanda e offerta sulla base di un modello che considero *gia’* causale. Anche qui, idee?

3) Il demografo e lo statistico mi chiedono se sono state sviluppate delle semantiche alternative alla semantica a mondi possibili. Avete riferimenti da darmi? Io sono rimasta ferma a Lewis-Stalnaker, ma chi e’ piu’ dentro alla logica modale magari mi puo’ aiutare.

Spero di non essere stata troppo oscura… 8)

Comments and suggestions are most welcome, e grazie per l’aiuto!

ciao,

federica

Posted in Filosofia della scienza (VarLib) | 5 Comments »

Benvenuti!

Posted by sebastiano moruzzi su febbraio 8, 2007

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