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Il corpo delle donne

Posted by vera tripodi su maggio 17, 2009

Car* tutt*,

vorrei sottoporre alla vostra attenzione alcune questioni suscitate in me dalla visione di un documentario che forse molti di voi avranno avuto modo di vedere. Si tratta de: 

IL CORPO DELLE DONNE

Uno dei 5 documentari selezionati da “ITALIANI BRAVA GENTE” il primo festival del documentario sociale. Il video é visualizzabile integralmente qui:


In questo post, non intendo però entrare nei dettagli del contenuto del documentario che é – specie per una donna – molto amaro. Vorrei piuttosto soffermarmi su un aspetto su cui, da qualche settimana, rifletto con una certa inquietudine. 

Dopo la visione del documentario, ho fatto alcune ricerche e ho appreso che in Italia é enormemente cresciuta la richiesta che le minorenni rivolgono ai propri genitori – come regalo di compleanno o per una promozione – di un intervento chirurgico per aumentare il seno. 

Ciò mi inquieta non poco. Questa richiesta é talmente alta che ha spinto alcuni parlamentari a proporre una legge che vieti l’impianto di protesi mammarie alle ragazze sotto i 18 anni. 

 

La domanda filosofica che mi pongo é la seguente: é davvero illiberale una proposta del genere?

 

Personalmente, sono sempre stata dell’idea che lo Stato non debba limitare la libertà di un individuo ad intervenire sul proprio corpo come vuole o meglio crede (eutanasia, suicidio, rifiuto di una cura, aborto, ecc.). 
Allo stesso tempo, questo mi sembra un caso diverso. Confesso che posso comprendere le ragioni di chi ha avanzato una proposta del genere. 

Mi chiedo inoltre: cosa accade nel resto dell’Europa o in USA?

Mi piaceva sapere da qualcuno che ne sa più di me su ciò se ci sono possibili argomenti contro una simile proposta di legge, e se sì, in cosa consistono.

Grazie dell’attenzione,
Vera

 

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5 Risposte to “Il corpo delle donne”

  1. sp said

    Io non so nulla di questioni legali, ne’ mi occupo granche’ di liberalismo, dunque do’ la mia opinione da profana.
    Non troverei particolarmente illiberale una legge che limiti i diritti delle minori di effettuare un’operazione di chirurgia estetica. Per molte cose i minori devono avere il permesso dei genitori o di un giudice, anche se, come ho detto, non conosco i casi particolari. Ricorrere a un giudice mi sembrerebbe un modo per garantire alla minore un parere imparziale, per quanto chiaramente questo presenta altri problemi, sia epistemologici che morali (Chi ha detto che un parere imparziale e’ un parere migliore? Possiamo delegare le questioni morali a una decisione di un giudice? Ma mi sembra che nel caso dell’aborto lo si faccia- a meno di ricordare male).
    Il mio *illuminante* parere, dunque e’: sarei favorevole, ma magari qualcuno mi sa spiegare perche’ e’ una cattiva idea. Tendo a pensare che si potrebbero chiamare in causa piani sdrucciolevoli e temere azioni censorie su cause a cui noi donne teniamo. Ma non mi viene in mente nessuna vera obiezione in questi termini.
    Ciao,
    Sara

  2. Giampaolo said

    Io pure non mi intendo di questioni morali ne di teorie politiche. La questione mi sembra però possa essere in quadrata in termini più precisi. Quali sono infatti i problemi che stiamo discutendo?
    Io direi:
    E’ lecito modificare il proprio corpo attraverso l’inserto di protesi, asportazioni o altri tipi di interventi chirurgici?

    Naturalmente a questa domanda risponderemmo tutti (o per lo meno in molti) dì si. La chirurgia medica a prescindere da quella estetica è una parte importante e accettata senza problemi dalla maggior parte di noi.
    La cosa interessante è che sono accettati senza alcuno scandalo anche interventi chirurgici su minori (naturalmente, come in molti altri casi e fatto salvo situazioni di emergenza, previa autorizzazione dei genitori).
    Io ncredo che non sia percepito alcuno scandalo nelle operazioni chirurgiche non estetiche su minori perchè tali pratiche si adottano come cura per una patologia. Mi sembra iunfatti che l’opinione pubblica sarebbe alquanto turbata nel vedere minori che chiedessero l’autorizzazione dei genitori per l’amputazione di un dito del piede perchè un certo telefilim ha lanciato un favoloso personaggio senza un dito del piede. Naturalmente se la stessa pratica chirurgica fosse eseguita su un minore per salvargli la vita si rientrerebbe nei casi standard.

    Per cercare tipi di operazioni chirurgiche che potrebbero aiutare la nostra anlisi non è necessario fare ricorso a esperimenti mentali. Si pensi all’asportazione delle tonsille. Anche se non più praticata con la frequenza di un tempo, tale operazione viene ancora effettuata in pazianti che presentano, con una certa frequenza, infiammazioni in quella parte del corpo. Questo caso mi sembra avvicinabile a quello oggetto della discussione. Anche qui infatti si ha un intervento chirurgico definitivo sul proprio corpo senza che vi sia un pericolo per la propria vita né che la mancata esecuzione di un tale interevento comporti un peggioramento cronico delle condizione di salute del paziente.

    Per venire subito al punto: Credo che i problemi che possano suscitare certe manipolazioni chirurgiche nell’opinione pubbliche e nel legislatore siano dovuti al fatto che in generale pensaimo all’intervento chirurgico solo in caso di patologie. Interventi chirurgici su un soggetto che potremmo definire di buona salute suscitano il nostro sospetto. La stessa chirurgia estetica ha la sua massima approvazione quando si occupa di casi di persone che senza un intervento medico vedrebbero ridotto di molto la loro capacità di intrattenere relazioni sociali (si pensi a ustionati, incidentati…). L’approvazione diminuisce (non sino alla censura) nei casi in cui maggiorenni facciano pesante ricorso alla chirurgia estetica per scongiurare la vecchiaia.
    Io credo che a questo punto si abbaino due temi su cui focalizzare l’attenzione:
    1.Da una parte su quanto sia opportuno legare la pratica chirurgica a quella pratica terapeutica. E quindi se sia il caso di vedere la chirurgia come una tecnica prestata agli scopi medici ma non necessariamente vincolata ad essi.
    2.Dall’altra, considerando la chirurgia esclusivamente come pratica medica, credo sarebbe interessante una analisi sul concetto di salute e conseguentemente di terapia. Cosa ci fa ritenere la chirurgia estetica una terapia nel caso di un ustionato e un indice di degrado dei costumi nel caso di una diciottenne che si rifà il seno? In entrambi i casi, si potrebbe sostenere, vi è una situazione di disagio nel modo in cui il paziente si percepisce e si sente percepito dagli altri. Quando diciamo un soggetto che si rivolge al chirurgo estetico essere giustificato da motivi si salute e quando no?

  3. Cara Sara e Caro Giampaolo,

    grazie per i vostri commenti. Mi scuso per il ritardo con cui rispondo e partecipo alla discussione (complice anche il lungo fine settimana).

    * Per Sara:

    devo dire che mi conforta molto sapere che un’altra donna condivida la mia stessa opinione rispetto alla legittimità di una tale legge. Da un breve sondaggio che ho condotto tra donne (tra i 30 e i 60 anni), la maggior parte di queste ha espresso un parere positivo. Questo credo sia un dato estremamente interessante su cui occorrerebbe riflettere. Naturalmente, facendo loro delle domande più approfondite, é emerso che molte di loro – per esempio – non guardano molto la televisione e che, quando lo fanno, guardano solo un certo tipo di trasmissioni. Mi piacerebbe sapere inoltre se questa proposta di legge sia stata effettivamente approvata (purtroppo non ne ho avuto più notizia, almeno dalla stampa ufficiale) e capire bene che tipo di dibattito politico-legale si sia sviluppato intorno alle perplessità da noi sollevate (specie rispetto alla questione dell’aborto).

    Purtroppo rimane sempre il fatto che, anche se una legge o un provvedimento di questo tipo passasse, con molta probabilità non cambierebbe un granché rispetto a come il corpo delle donne viene ormai – almeno in tv o su certa stampa – quotidianamente rappresentato e al fatto che si debba subire questo tipo di violenza visiva e verbale ogni volta che si accende la tv. Forse, limitare gli interventi di chirurgia estetica sulle minorenni non riuscirà neppure a limitare l’influenza che un certo modo di concepire il corpo ha sulle ragazze molte giovani (e non solo) rispetto al loro modo di percepire/vivere la propria corporeità e al ruolo che passivamente scelgono di svolgere in società. Però potrebbe essere un punto di partenza.

    *Per Giampaolo:

    In linea generale, sono d’accordo con le distinzioni che tracci (specie quella tra pratica chirurgica e pratica terapeutica). Voglio però precisare una cosa. In generale, non ho un atteggiamento di chiusura nei confronti della chirurgia estetica né condanno chi liberalmente sceglie di sottoporsi aun intervento di questo genere (anche se lo fa semplicemente per un disagio che – magari per la maggior parte degli altri – potrebbe sembrare del tutto irrilevante e con il quale si potrebbe convivere felicemente).

    La questione che volevo porre nel mio post é diversa: il caso di ragazze minorenni (anche di 15 o 16 anni) che desiderano cambiare una parte del proprio corpo perché non corrispondente a un certo tipo di immagine che viene loro proposta in continuazione.

    Ora, quello che il documentario “Il corpo delle donne” mette tristemente in risalto é che la corporeità femminile viene continuamente offesa. La scena della ragazza che penzola tra i prosciutti é una chiara espressione di questo tipo di atteggiamento. Quello che emerge inoltre dal documentario é che questo modo di rappresentare le donne incide talmente tanto sui desideri da condurre molte donne a volere esattamente un corpo fatto in un certo modo, in “quel” tipo di corpo. Un corpo che, con molta probabilità, non sarà il loro e che, direi, non esiste neppure in natura tanto é artificiale.

    Questo é quello che le minorenni vedono in TV (del resto non c’è molto altro). Questo purtroppo é quello che vedono anche nelle rubriche di molte testate giornalistiche (La Repubblica, in primis, che pubblica calendari per tutti i gusti). Questo é quello attraverso cui si formano come donne.

    Ora, se ammettiamo che questa analisi sia corretta, é lecito tutelare una minorenne vietandole fino alla maggiore età di sottoporsi ad un intervento di chirurgia estetica (che comunque é invasivo e presenta anche dei rischi per la sua salute) quando la sua esigenza é di “trasformasi” in un modo in cui – pensa – sarà davvero felice o che le permetterà di lavorare in TV o di fare tanti soldi o di trovare marito?

    Inoltre: occorre tutelare queste ragazze con un legge di queste genere anche da eventuali genitori che, magari anche loro drogati da ore di televisione, non siano in grado di seguire e giustamente consigliare una figlia rispetto ai propri disagi?

    Scusate per la lunghezza!

    Ciao!
    Vera

    • giampaolo said

      *Vera

      Personalmente anche io penso che l’idea della corporeità femminile che si avverte in molte persone non sia una buona idea di corporeità femminile. Anzi, mi sembra addirittura che tale idea sia dannoso per gli uomini e per le donne limitando molto le potenzialità espressive e relazionali di entrambi.
      Nonostante questo la legge anche se condivisibile mi sembra possa sollevare alcuni perplessità al momento della sua applicazione. In particolare: come distingui una ragazza che è stata fuorviata dal flusso di informazioni da una con un disagio accettabile? Supponiamo che una ragazza stia male(psicologicamente) perchè non ha il seno di una velina e una sta male perchè ha il naso storto o perchè si è ustionata un orecchio. Se si proibiscono solo gli interventi su pazienti fuorviate allora lo stato propone degli stndard estetici per i suoi cittadini sotto i 18 anni (naturalmente per contrapporsi a uno standard estetico che ritiene dannoso). Io condivido ma non mi sembra per nulla un provvedimento liberale.
      Se fossi un liberale forse preferirei che si intraprendessero azioni legislative indirette che favoriscano la diffusione di certi ambienti culturali piuttosto che altri.

      • Ciao Giampaolo,

        condivido le tue perplessità circa la applicazione di una legge come quella che é stata proposta. Naturalmente, sono convinta anch’io del fatto che occorrerebbe lavorare su altri fronti. Una sola legge non risolve granché.

        Non permettere però alle minorenni di sottoporsi ad alcuni interventi estetici (del tipo mastoplastica additiva) non significa -almeno così mi sembra – imporre un standard estetico per i cittadini al di sotto dei 18 anni. Una legge di questo tipo infatti non stabilisce che tutte le minorenni debbano avere un corpo fatto “in un certo modo”. Al contrario, mi pare che un provvedimento di questo genere paradossalmente finisca per tutelare una certa diversità fisica ed evitare – passatemi l’espressione – un’omologazione estetica al modello attuale.

        Forse un liberale dovrebbe trovare un argomento diverso. Del tipo, un individuo é libero di gestire la propria corporeità come meglio crede e una legge non dovrebbe impedire questa libertà.

        Potrei sbagliarmi.

        Ciao,
        Vera

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