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Argomenti contro l’incesto?

Posted by Elia Zardini su aprile 3, 2007

Ciao a tutti,

permanendo in Italia questa settimana, ho avuto la fortuna di riimmergermi negl’infuocati dibattiti politici nostrani. Sono stato colpito in particolare dal grandioso slippery-slope argument del capo della CEI, che menzionava l’amore incestuoso dopo l’amore omosessuale. Il che mi ha fatto riflettere se c’era qualche argomento sensato contro l’incesto — voglio dire, se praticato da due persone consenzienti e mature, senza danno a terzi etc. Dopo due giorni di riflessione non me n’è venuto in mente nessuno d’interessante: suppongo ci sia una letteratura su questo in etica applicata, mi piaceva sapere da qualcuno che ne sa più di me su ciò se ci sono argomenti sensati contro, e se sì, più o meno in cosa consistono.

Elia 

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51 Risposte to “Argomenti contro l’incesto?”

  1. Pur vivendo più in Italia di te non ho letto quale sia l’argomento della CEI, ma uno a favore della legittimità l’incesto potrebbe essere il seguente:

    Supponiamo che l’incesto tra A e B sia riprovevole. Variamo di pochissimo il corredo genetico di uno dei due (tenendo sempre fermo che sono maturi e consenzienti) e sembra che non ci siano ragioni per negare che non sia ancora riprovevole. Applichiamo questo ragionamento nella maniera nota e ne segue che ogni rapporto sessuale è riprovevole.

    Anche se la conclusione non è poi tanto incoerente con la tendenza sessuofobica della Chies cattolica, non sembra essere accettabile neanche per la Chiesa cattolica se si presuma che essa ammetta la leggittimità – o almeno la minore peccaminosità – di altri tipi di rapporti sessuali.

  2. asereni said

    Guardando un po’ in giro saltano fuori alcune cose interessanti.
    L'”argomento” più assodato sembra essere di natura genetica: la consanguineità stretta favorisce l’insorgere di malformazioni (c’è un caso di incesto tra fratello e sorella in Germania diventato famoso, e citato appunto nel discorso della CEI di cui stiamo parlando, e in quel caso tre su quattro figli hanno malformazioni).
    Ci sono però alcune cose interessanti. Qualcuno fa notare che se la motivazione contro l’incesto fosse di questa natura, allora la Chiesa cattolica potrebbe avere problemi di consistenza interna nelle sue posizioni (non che sia necessariamente una novità…): se ci si schiera contro la fecondazione assistita con l’accusa di eugenetica, perché schierarsi contro l’incesto se la motivazione sottostante è quella eugenetica?
    Altra cosa interessante è che la legislazione italiana *non* pare punire l’incesto di per sé (a parte vietare il matrimonio tra consanguinei), ma solo quando dà pubblico scandalo. L’etichetta prima di tutto…

    Seba, l’argomento soritico che proponi non so se possa essere valido. Mi sembra che il corredo genetico non abbia casi limite: o hai tutti gli stessi geni oppure no. A questo punto, se due persone hanno un corredo genetico che determina una condizione di consanguineità (che è quella su cui si basa l’incesto), al variare anche leggermente del corredo genetico dorebbe cadere la condizione di consanguineità. Sbaglio?

    Cmq, a parte una motivazione di ordine darwiniano suggerita dall’argomento genetico di cui sopra (evitare l’incesto perché non aiuta il progredie della specie, argomento che, modificato, qualcuno applicherebbe anche all’omosessualità e alla pedofilia), immagino che Elia cercasse un qualche argomento che rendesse conto anche del senso di tabù e di scandalo associati al fenomeno, e anche a me (suggestioni letterarie a parte) non ne vengono in mente.

  3. Beppe Spolaore said

    Cari tutti,
    vado un po’ fuori tema, perché non offro informazioni sul dibattito in etica applicata, ma solo tre considerazioni. Concordo con quanto appena detto da Andrea, ma segnalo un altro (ovvio) punto: la consanguineità del tipo coperto dal tabù è una relazione definita su base (per così dire) storico-causale, l’affinità genetica una relazione qualitativa. Dunque sono relazioni diverse, e possiamo facilmente immaginare casi di consanguineità del tipo cui si applica il tabù dell’incesto (lungo l’asse ereditario – genitori-figli, nonni-nipoti, binonni-pronipoti… – e fratello-sorella) cui non corrisponda un livello di affinità genetica più alto rispetto a quello determinato dal caso o da livelli di consanguineità cui non si applica (rigorosamente) il tabù (es. cugino-cugina di vari gradi ecc.); e viceversa. Dunque, l’affinità genetica non è condizione nè necessaria nè sufficiente per la consanguineità coperta dal tabù.
    E che dire dei rapporti omosessuali incestuosi? Suppongo che siano considerati moralmente più riprovevoli dei rapporti omosessuali non incestuosi. Ma perché? Le classiche giustificazioni “eugenetiche” non si applicano naturalmente a questi casi…
    Infine, sull’ultima frase di Andrea, per dar conto del SENSO di tabù e scandalo associati all’incesto non sono necessarie giustificazioni su base argomentiva, o almeno non più di quanto sia richiesto per dar conto del SENSO di piacere associato all’odor di violette e del SENSO di ribrezzo associato all’odor di escrementi. In tutti questi casi, bastano spiegazioni, ad esempio spiegazioni evolutive e/o fisiologiche e/o culturali e/o…
    Ciao.

  4. giuliano torrengo said

    “evitare l’incesto perché non aiuta il progredie della specie, argomento che, modificato, qualcuno applicherebbe anche all’omosessualità e alla pedofilia”

    Per evitare di aggiungere slippery slope a slippery slope: non mi è chiaro – al di là di un vago appello alla “sterilità” – in che senso l’omosessualità ostacolerebbe il progredire della specie, a meno che ovviamente uno non supponga che tutti gli individui di una specie diventino, nel giro di poche generazioni, omosessuali (il che ha un vago sapore di sketch dei monthy python). A quanto mi risulta esistono studi etologici stando ai quali ci sono buoni motivi di credere che gruppi animali in cui si verifica costantemente una certa percentuale di casi di omosessualità siano evolutivamente avvantaggiati. In ogni caso, il passaggio da “niente figli” a “niente utilità evolutiva” è quantomeno grossolano.

    ciao

  5. asereni said

    Giuliano:
    forse non mi sono spiegato bene.
    Figurati se voglio sostenere la posizione darwinista. e riconosco la grossolanità dell’equazione niente prole=niente progresso della specie, che funzionerebbe solo quando generalizzata. Resta il fatto che questo *è* l’argomento che da più parti si sente maggiormente portare contro l’omosessualità: l’omosessualità è contro nautura, perché la natura vuole che l’unione sessuale aiuti il progredire della specie tramite la prole, e l’omosessualità non lo consente. Questo lo si sente praticamente di continuo. Che sia sbagliato o meno è altra questione (e ritengo decisamente che lo sia).
    Questo non signifca che sia lo stesso argomento usato dalla Chiesa, e anzi, che quando parla di “contro natura” parla di qualcosa di ben diverso da quanto indendiamo darwinisticamente. Resta poi da vedere se il “mito” costruito dalle Sacre Scritture non recuperi, come succede spesso in questi casi, conoscenze comuni e pagane che riportano ad una concezione non religiosa della “natura”, ma questo è un discorso che lascio ai più esperti di me.
    Questo per fugare i dubbi sullo slippery slope.

    Beppe:
    sul fatto che la maggiore “scabrosità” del rapporto omosessuale incestuoso rispetto a quello eterosessuale incestuoso sia motivato dalla sovrapposizione di considerazioni eugenetiche con considerazioni morali/culturali, non c’è dubbio. Io riportavo semplicemente quello che mi sembrava essere l’argomento almeno più definito contro l’incesto, tutto qui. Non credo che sia il più forte e nemmeno il più utilizzato, anzi, quelli più utilizzati fanno riferimento a questioni culturali, morali e psicologiche.
    Sulla questione consanguineità/corredo genetico, ti ho perso. La mia crita a seba era come segue (DISCLAIMER: tutto quello che dico è puramente informale e intuitivo, chiunque è libero di massacrarmi con strumenti teoricamente più appropriati):
    – identifichiamo le relazioni di consanguineità che valgono come incestuose (per qualunque motivo indipendente)
    – identifichiamo il rapporto che c’è tra queste relazioni di consanguineità e il corredo genetico che si possiede (definito in rapporto all’eredità genetica parentale)
    – a quel punto, o hai uno dei corredi genetici identificati sopra, o non ce l’hai. Quini niente Sorite alla Seba.
    L’ovvia premessa implicita è che anche la variazione di un solo gene modifica la tua appartenenza ad una determinata categoria di consanguineità. Vista la mia ignoranza sull’argomento, faccio miseramente naufragare il discorso con una serie di puntini…

    Andrea

  6. giuliano torrengo said

    Andrea:
    non intendevo attribuirti l’argomento “grossolano” (in effetti poteva sembrare da come la mettevo, scusa) – solo ribadire che è non è convincente come può sembrare di primo achito. Sospetto, per altro, che possa sembrare fondato per ragioni emotive (tanto è vero che è retoricamente efficace, e come dici tu, lo si sente continuamente).

    ciao

  7. Beppe Spolaore said

    Caro Andrea:
    nemmeno io, come Giuliano, intendevo il mio intervento (a parte l’ultimissima parte) come una critica a te, ma come un’integrazione al dibattito. Il mio punto è semplicemente che non c’è nessun livello di affinità genetica che determini tutte e solo le condizioni di consanguineità del tipo coperto da tabù. SE, dunque, l’unica base razionale per il tabù ha a che fare con l’affinità genetica (o con il rischio di malformazioni o malattie), allora dovremmo, prima ancora di parlare o no di sorite, modificare il tabù ridefinendolo nei termini di affinità genetiche (o di rischi di malformazione o malattie). E questa ridefinizione, quali che siano i dettagli, porterebbe plausibilmente molte sorprese. Anche la questione degli omosessuali incestuosi era semplicemente un altro spunto di riflessione, e non era una critica a nessuno.

  8. Beppe Spolaore said

    Un’integrazione (e non una critica!) anche al punto di Giuliano. Se davvero sono eticamente riprovevoli tutte le pratiche che — ove generalizzate — comporterebbero una minaccia per la specie, che dire della castità?

  9. Grazie a tutti per la discussione! Due commenti:

    – Seba, mio compagno nella vaghezza: ma perché l’argomento soritico dovrebbe essere meno unsound qui che negli altri casi che di solito discutiamo?

    – Andrea: anche accettando il dato sulle malformazioni, mi sembra che tutt’al più dimostri che l’incesto non è tatticamente vantaggioso per la specie umana. Ma perché dovrebbe essere moralmente sbagliato? Comunque, posso modificare la domanda chiedendo dell’incesto in un mondo possibile dove non è il caso che produca spesso malformazioni, oppure chiedendo dell’incesto usando metodi contraccettivi, oppure chiedendo dell’incesto fra due persone che per un motivo o per l’altro non possono procreare.

  10. Elia: erano solo un argomento che ho offerto, non è che ci credessi dato che io poi credo che la premessa maggiore del sorite sia sempre falsa.

    Però mi è venuta in mente che forse un nichilista sulla vaghezza potrebbe usare questo argomento per mostrare che non c’è problema morale sull’incesto perché ciò che chiamiamo incestuoso ha estensione vuota. Cavolata?

  11. asereni said

    Cari tutti,

    grazie per le precisazioni, non volevo comunque dare l’idea del paranoico che si sente criticato da ogni dove! Anche il mio era un intervento per precisare.
    Ne approfitto per precisare con Elia. Avevo capito che fossi interessato a motivazioni *sensate* per ritenere l’incesto *immorale*, ma ho immaginato che con “qualche argomento sensato contro l’incesto” intendesi ampliare il tiro. E appunto, volevo dire che l’unico argomento con qualche motivazione (seppur discutibile come io stesso dicevo e abbiamo poi visto) era un argomento basato sulla “contro-naturalità” del comportamento, mentre non ne conoscevo di espressamente morali.
    Calcola comunque che i due tipi di argomenti non sono poi così distanti se stiam parlando di cattolicesimo. Seppur con una nozione di “natura umana” diversa da quella strettamente scientifica, la chiesa ritiene (almeno in parte) che l’incesto, come l’omosessualità, siano atteggiamenti immorali *perché* contro natura. Dopodiché, ovviamente, tutto dipende da quante cose metti dentro a “natura”…

    Una chiosa per Beppe. Il paragone con la castità mostra effettivamente la debolezza dell’argomento eugenetico *di per sé*. Però occhio perché non smonterebbe la posizione della dottrina cattolica. Quella dottrina non predica la castità across the board. Al massimo la castità prima del matrimonio, ma quello è un altro argomento. E poi, ovviamente, la castità per il clero. Ma il clero è sposato con la Chiesa, e si tratta di un amore decisamente casto.

  12. giuliano torrengo said

    Un ultima annotazione sulla chiosa di Andrea: Non smonta la dottrina cattolica della castità per il clero, ma smonta uno degli argomenti per ritenere l’omosessualità un comportamento moralmente inaccettabile. L’argomento funzionerebbe se e solo se fosse vero che in una società dove l’omosessualità viene considerato un comportamento moralmente accettabile è destinata a diventare una società dove l’omosessualità è un comportamento *across the board*, il che è altamente implausibile (pace Adriana Fallaci).

  13. Avete dimostrato che aveva ragione Bagnasco; l’argomento contro l’incesto è che la chiesa dice che l’incesto è peccato; se si inizia a dubitare di questo argomento, non si sa dove si va a finire..

  14. enzo rossi said

    Ecco un rozzo abbozzo di argomento contro l’incesto alternativo a quello basato sulle conseguenze genetiche. Chiamiamolo ”argomento dei figli e figliastri”:

    I genitori devono trattare tutti i figli allo stesso modo. Se un genitore sviluppa una relazione con un figlio, si crea un rischio (inaccettabile) che il genitore sia motivato a riservare un trattamento di favore al figlio con il quale ha una relazione.

    A ben vedere, pero’, questo e’ piu’ che altro un argomento contro l’amore romantico o piu’ genericamente le relazioni sentimentali all’interno delle famiglie, non contro il sesso. Quindi forse non e’ proprio contro l’incesto. Ma uno potrebbe sempre argomentare che spesso il sesso porta con se’ delle conseguenze a livello emotivo, eccetera.

    Altra obiezione: non c’e’ niente di male se un genitore tratta ‘meglio’ il figlio che ottiene migliori risultati a scuola, per esempio facendogli piu’ regali. Quindi i genitori sono autorizzati a incoraggiare tramite incentivi e trattamenti preferenziali i comportamenti dei figli che reputano virtuosi e/o desiderabili. Perche’ l’avere una relazione sessuale/sentimentale non puo’ semplicemente essere considerato un comportamento di questo tipo? Risposta (vagamente Rawlsiana): l’equita’ nel trattamento dei figli richiede che le posizioni che danno accesso a privilegi e trattamenti preferenziali debbono essere aperte a tutti; ma cio’ non e’ il caso, perche’ se ad esempio un genitore e’ eterosessuale i figli del suo stesso sesso saranno automaticamente esclusi da questa opportunita’, e cosi’ via. Poi si potrebbe applicare anche la seconda parte del principio di differenza (le disuguaglianze devono essere a favore di tutti e in particolar modo dei piu’ svantaggiati), ma insomma, non tiriamo in ballo troppa roba controversa.

  15. Prima di tutto sarebbe bene essere d’accordo su cos’è l’incesto. Devoto-Oli 1990: “rapporto sessuale fra persone legate da quei rapporti di affinità e consanguineità che oppongono impedimento assoluto al matrimonio”. Quali sono i rapporti di consanguineità che impediscono ASSOLUTAMENTE il matrimonio? Immagino che questo dipenda da società a società. Genitore biologico-figlio/a, ok; siblings biologici, ok; siblings con un genitore diverso, ok; nonno/a-nipote, ok; zio/a o prozio/a-nipote, non saprei (in passato questi matrimoni erano possibili: ma sono rapporti incestuosi?). E i rapporti di “affinità”? Genitore adottivo-figlio/a, immagino di no; siblings adottivi, non so; e così via. Per queste ragioni richiamarsi alla nozione di impedimento assoluto del matrimonio, concetto descrittivo ma “legale” e quindi relativo alla società, non mi sembra molto utile.
    Neanche però direi che “incesto” ha una componente implicita di disapprovazione (nonostante l’etimo: “impuro”): è almeno possibile pensare (come stiamo facendo qui) che ci siano incesti moralmente non riprovevoli. Non è un thick concept.
    La consanguineità mi sembra comunque una condizione sufficiente, ma il grado esatto non saprei determinarlo. Sulla “affinità”, anche, non saprei.
    Sulla questione morale, lancio un’intuizione. Anche se un incesto “innocente” tra “adulti” consenzienti, senza rischi legati alla procreazione, senza componenti più o meno nascoste di perversione o sfruttamento, etc., non è forse una cosa in sè cattiva, e quindi moralmente vietata, io sono tra quelli che pensano che SAREBBE MEGLIO se queste persone avessero rapporti sessuali, alle stesse condizioni, non incestuosi. (Dico “alle stesse condizioni” perché p.es. ritengo preferibile un rapporto incestuoso innocente ad un rapporto non incestuoso non consenziente o che comporta violenze di qualche tipo.) Come rendere ragione di quest’intuizione? Abbozzo un’idea che spero non suoni moralistica. Il sesso (e l’amore romantico) acquista valore quando esprime un atteggiamento di apertura all’altro, mentre ne perde quanto più è rivolto verso noi stessi. A parità di condizioni (anche a parità di piacere), un rapporto con un’altra persona ha più valore della masturbazione. Il rapporto incestuoso (consapevole) implica un atteggiamento, in parte, rivolto verso noi stessi nella figura del consanguineo stretto, e quindi solo di parziale “apertura”, perché non è possibile percepire “l’altro” interamente come tale. Quindi ceteris paribus un rapporto incestuoso ha meno valore. (Vorrei non esprimermi cosi metaforicamente! Chi ha letto un po’ di Nozick sul valore forse può aiutarmi.)
    Con questo non voglio dire che più “lontano” da me è il partner, meno valore ha il rapporto con lei/lui (questo sarebbe un argomento un po’ cretino contro l’omosessualità, ed allo stesso tempo, chissà, a favore di rapporti inter-etnici…). I criteri di vicinanza e lontananza da noi stessi, lo ammetto, non saprei come definirli. Né mi sembra possibile su questa base giustificare il senso di tabù per ogni rapporto incestuoso. Inoltre, quando la consanguineità resti sconosciuta ad entrambi, direi che il mio punto non vale. Infine, il tipo di giustificazione che ho dato mi sembra valere anche per rapporti tra genitori e figli adottivi, e siblings adottivi (che siano stati cresciuti insieme “come fratelli”), e non solo tra consanguinei.
    Vorrei sapere se qualcuno condivide la mia intuizione che a parità di condizioni un rapporto incestuoso ha meno valore di uno non incestuoso, e se c’è una spiegazione migliore della mia che non faccia semplicemente ricorso alla “innaturalità” del rapporto incestuoso.

  16. Pardon, intendevo dire “…più “lontano” da me è il partner, più valore ha il rapporto con lei/lui…”.

  17. giuliano torrengo said

    Enzo Rossi:
    se però c’è un figlio/a unico/a, il tuo argomento non è applicabile, o mi sono perso qualcosa?

    Francescocoorsi:
    per quanto capisca l’intuizione che cerchi di giustificare, mi sembra senza speranza ricorrere al valore attribuito alla “diversità” o “alterità” all’interno della coppia. Perché infatti (senza question-begging) non potrebbe darsi la situazione seguente (perdonate le metafore anche a me): la coppia incestuosa A si forma perché i due partner si sentono completati l’un dalla diversità dell’altro, metre la coppia non incestuosa B si forma per motivi “egoistici” da entrambi le parti. A questo punto, se sappiamo come stanno le cose, o rivediamo le nostre intuizioni su A, ammettendo che tutto sommato è preferibile a B, o troviamo un’altra spiegazione alla nostra disapprovazione.

    ciao

  18. elisabetta said

    buongiorno a tutti.
    sposto il focus della discussione e riparto dall’inizio. Premettendo che non condivido la retorica un po’ grossolana del vescovo genovese, il suo argomento era il seguente:
    1- se accettiamo i dico, allora apriamo a nuoi tipi di famiglia
    2- se apriamo a nuovi tipi di famiglia ci vuole un criterio oggettivo per cosa includere e cosa no
    3- se non c’è questo criterio oggettivo allora anche l’incesto è un nuovo tipo di famiglia, vedi caso in UK
    4-l’unico criterio oggettivo esistente è quello della chiesa cattolica
    5- se vale il criterio della chiesa cattolica, allora non accettiamo i dico

    come vedete, l’incesto salta fuori a sostegno della tesi che siano necessari criteri oggettivi e immutabili per ciò che è famiglia e ciò che non lo è. si tratta di un piccolo slippery slope argument..

    elisabetta

  19. Fabrizio Trifiro said

    Premetto che non ho letto tutto quello che avete scritto. Da una semplice sbirciata mi sembra pero’ che la seguente osservazione non e’ stata sollevata. Assumo che per ‘argomento contro l’incesto’ si intenda argomento di ordine morale. Argomenti di tipo genetico etc. mi sembrano irrilevanti. Si ricade dunque sulla questione se sia possibile dare un’argomentazione definitva in morale. In particolare, la ‘malvagita’ o meno dell’incesto dipende tutto dalla concezione del male che si presuppone. Se la nostra concezione del male e’ quella liberal-democratica di violazione dell;autonomia individuale, allora, per definizione, incesto consenziente non e’ male. L’incesto, anche quello consenziente, sara’ chiaramente un male, ovvero moralmente condannabile, soltanto in base a qualche concezione dell’ordine morale che condanna l’incesto in tutte le sue forme. La visione di Bagnasco e c.o e’ propria questa. La questione e’ ultimamente: su che basi sta questa visione normativa? E’ possibile mostrare in maniera assoluta che l’incesto e’ moralmente sbagliato? Per quanto mi riguarda, banalmente no, in quanto ritengo impossibile mostrare in maniera assoluta qualsiasi posizione normativa.
    saluti

  20. kijio said

    mm credo proprio che manchi una certa analisi del problema.
    Problema genetico: e’ limitato alla procreazione. Se si procrea allora e’ molto probabile che il nascituro abbia problemi genetici. Non lo dico io ma centinaia di pubblicazioni scientifiche. Faccio un solo esempio, le sette che prevedono l’incrocio fra familiari stretti hanno una percentuale di problemi genetici molto piu’ alti della popolazione che vive in analoghi luoghi. Negli animali, in particolare l’uomo, il “mischiare il sangue” e’ piu’ che una necessita’ ai fini evolutivi, sangue simile porta a molti problemi, e’ quindi “contro natura”. Se fossimo insetti, ad esempio afidi, il problema non si porrebbe … come loro ci sono degli esseri che si autoprocreano (fanno uova e se li autofecondano).
    Problema morale. Una cosa e’ morale quando la societa’ ammette tale pratica. Ad esempio la pedofilia ai tempi dei greci e dei romani era una cosa normale, cosi’ come l’omosessualita’. Anzi se non ricordo male il massimo piacere per un ricco patrizio era andare con un ragazzo molto giovane. Questa societa’ allo stato attuale non ammette la pedofilia e quindi e’ amorale seguirla. Se in futuro il costume cambiera’, cambieranno le leggi e di conseguenza la morale. Sinceramente non vedo il problema: la pedofilia non e’ accettata e quindi e’ amorale, l’incesto non e’ accettato e’ quindi amorale.
    Penso che ci facciamo troppi problemi. Limitiamoci a conoscere la natura ed osservare l’evoluzione della societa’. Nessuno vieta di pensarla diversamente, purche’ poi non le metta in pratica, se violano le leggi.

  21. Per Kijio :

    (i) Quando parli di procreazione non mi è chiaro a quale nozione di “natura” e di “leggi di natura”, nella tua ultima chiosa, tu faccia riferimento. In che senso affermi che non dovremmo mettere in pratica, se ho capito bene, ciò che viola le leggi natura?

    Cerco di chiarire il mio punto richiamandomi a un recente fatto di cronaca. La questione sollevata da Elia mi ha fatto venire in mente, oltre alla polemica della Chiesa contro i Dico, il caso recentissimo dei due fratelli cittadini tedeschi (…non ricordo più i loro nomi) che hanno chiesto l’abolizione della legge che impedisce il matrimonio fra fratello e sorella. I due hanno una relazione stabile da diversi anni, si amano e hanno dato alla luce 4 bambini. Ora, lo stato tedesco ha deciso di sottrargli tre dei bambini affidandogli ai servizi sociali. L’argomento dei sostenitori dell’annullamento dell’unione dei due fratelli tedeschi è incentrato sul fatto che i figli nati da fratelli e sorelle hanno maggiori possibilità di presentare malformazioni e malattie. Di fatto due dei figli della coppia sono disabili. Il legale dei due fratelli punta la difesa invece sul fatto che nessuna legge tedesca proibisce a persone anziane o disabili di avere bambini perché queste corrono seri rischi di generare figli con malformazioni fisiche e mentali.
    Chiedo: permettere a due consanguinei, agli azioni e ai disabili di procreare sarebbe “qualcosa” che violerebbe le leggi di natura?

    (ii) Problema morale e riferimento a una comunità. Facendo una piccola ricerca ho scoperto che – prima ne ero completamente all’oscuro – l’incesto non è proibito in tutti gli stati europei. In Belgio e in Olanda per esempio l’incesto non è proibito per legge. Dovremmo dire allora gli Olandesi sarebbero per esempio per noi Italiani, cittadini di uno stato in cui l’unione tra consanguinei è considerato un crimine, amorali?

    (iii) Pedofilia. Non so, ma ho molte perplessità circa la possibilità di considerare allo stesso modo, da un punto di vista morale, il rapporto incestuoso (consapevole) e la pedofilia. Il caso della pedofilia mi sembra decisamente più complesso e difficile da analizzare.

    Ciao a tutti,
    Vera

  22. kijio said

    @ Vera Tripodi

    1- quando parlo di “leggi di natura” intendo il sistema di selezione naturale che meglio si adatta al miglioramento della specie (ossia migliore adattabilita’ all’ambiente circostante e assicurare la continuazione degli individui). Riprendendo il discorso sugli afidi, al fine del miglioramento e dell’espansione della specie, avere una generazione capace di riprodursi in maniera asessuata e’ un vantaggio (in questo caso non per la variazione potenzialmente miglioratrice, perche’ sono dei cloni della madre, ma solo per il grande numero di individui procreati che incrementano la probabilita’ di sopravvivenza dell’intera specie).
    Nel caso dell’uomo e di altri animali e’ mia opinione (non solo mia .. basta leggere un po di libri/riviste di genetica/biologia) che l’incesto porta ad un impoverimento della specie (infatti si permette una minima variazione del codice genetico, con possibilita’ inferiore di variazione e quindi miglioramento, o peggio la grossa possibilita’ di malattie genetiche). Non posso spiegarti la genetica a partire dalle teorie mendeliane o le basi della teoria dell’evoluzione (una bella letta de “l’origine delle specie” andrebbe bene come introduzione, cosi’ come alcuni di elementi di genetica).

    2- Forse non sono stato chiaro ma “societa’” non puo’ intendersi uguale a “complesso di individui residenti in un determinato territorio definito da uno stato”, ma semplicemente un insieme di individui che si riconducono ad un’insieme di valori comuni. I mormoni ad esempio sono una comunita’ negli USA (e sparsi nel mondo), che permettono (oramai non c’e’ piu’ perche’ costa troppo .. ) la poligamia.. e quindi questo non li definisce territorialmente, ma formano una societa’ a se stante. Che poi delle leggi locali definiscono quello che si puo’ fare e quello no .. e’ un’altro discorso. Quindi societa’=/= stato. Ovviamente una societa’ ha le proprie leggi (non necessariamente codificate nei codici di uno stato).

    3- Pedofilia. E’ la stessa identica cosa. La consapevolezza di un’azione e’ limitata all’importanza data dalla societa’ a quella determinata pratica (anche sessuale). Se essa viene vista positivamente (ed essere l’amichetto di un personaggio importante nella roma imperiale era considerato tale) allora e’ un posto ambito e chi era in quelle condizioni non solo era consenziente ma si riteneva anche fortunato. Cosa che oggi ovviamente non e’ cosi’! Oggi la pedofilia e’ una pratica eseguita da malati mentali e con violenza ed i cui risultati sono nefasti per la psicologia della vittima (quindi e’ logicamente perseguitata in maniera dura!). Ricordo poi che secondo la legge italiana andare con una minorenne consenziente non e’ pedofilia mentre detenere una foto di un bambino nudo e’ reato (e quindi un genitore che ha fatto le foto al proprio bambino mentre fa il bagnetto e’ da arrestare e mettere al gabbio). Ricordo poi che non bisogna confondere la consapevolezza con la circonvenzione d’incapace. Ma andrei oltre.

    Spero di essere stato chiaro. Io di solito non mi riferisco ad articoli giornalistici per provare le mie teorie ma a ragionamenti logici (giusti o sbagliati lo decidete con la vostra zucca). Purtroppo molti giornalisti non si limitano alla cronaca ma tendono a “fare la notizia” senza neanche conoscere l’argomento trattato. Quindi quando si parla di natura, a mio parere, non possiamo far riferimento a quotidiani, ma riviste scientifiche o libri che trattano di biologia/genetica o scienze affini.

  23. kijio said

    @Vera Tridopi

    Faccio un piccolo cappello alla tua frase
    “Chiedo: permettere a due consanguinei, agli azioni e ai disabili di procreare sarebbe “qualcosa” che violerebbe le leggi di natura?”

    A mio parere si. Tutti devono avere la possibilita’ di fare quello che piu’ gli piace, ma devono considerare che le loro azioni possono portare alla creazione di individui che soffrono.
    Che poi se ne freghino e’ un’altra cosa. Due persone che hanno un profilo genetico che al 50% puo’ portare ad un essere con grosse menomazioni (sclerosi a placche, anomalie del cuore, etc.) e’ “contro natura>” non perche’ amorale ma perche’ creano individui che hanno una probabilita’ di vita e di riproduzione inferiori agli altri individui. Un individuo sano ha una possibilita’ maggiore di vivere di uno malato, di riprodursi di incrementare la specie. Giusto o sbagliato non sta a me giudicarlo. Io rimango del parere che “maggiori diversita’ danno maggior ricchezza” ma e’ un fatto puramente logico, non c’entra nessun sentimento, cosi’ come “la sopravvivenza del piu’ adatto” non significa che “il diverso” deve morire. Se non altro perche’ magari proprio il piu’ diverso e’ il piu’ adatto. Ma diverso non significa malato e sofferente.
    Personalmente se sapessi che dal mio profilo genetico c’e’ una grossa possibilita’ di procreare un essere menomato (es. sclerosi a placce) preferirei adottare un pargolo piuttosto che farlo con la mia compagna. Ti posso assicurare che chi vede, come me, le sofferenze dei meno fortunati, non ha certo voglia di procrearne altri!.
    p.s.
    non si dice disabili, si dice diversamente abili. E questi individui fanno parte a pieno titolo della nostra societa’. A parte l’imbecillita’ di chi ci governa, che non li vuole vedere come risorse, ma solo come peso (o materiale propagandistico …).
    Chi invece e’ impedito da una malattia cronica e’ semplicemente un malato. Non e’ una condizione che esclude l’individuo ma che lo pone in una posizione di sofferenza e che quindi necessita’, da parte di una societa’ evoluta, di aiuto continuo. Se poi vuoi conoscere questo mondo basta che ti informi all’associazione di volontariato piu’ vicino. Io sono nella Croce Rossa da molti anni e devo dire che non il volontariato non basta mai, una in piu’ ci farebbe comodo! 😉

  24. Ciao Kijio,

    parto dal tuo “cappello” al mio post. Non mi pare di aver utilizzato l’espressione “disabile” in senso discriminatorio né di aver sostenuto che i diversamente abili non debbano a pieno titolo far parte della nostra società. Questa non è affatto la mia opinione!

    Ho fatto riferimento alla vicenda dei due fratelli tedeschi perché mi sembrava un buon esempio tratto dalla cronaca in cui l’argomento della procreazione (di individui che possono generarne altri che hanno alta probabilità di essere soggetti a malformazioni) è stato utilizzato. Il punto della difesa della coppia dei fratelli è che questo argomento non regge contro l’incesto. E su ciò mi trovo d’accordo.

    Rispetto alla tua nozione di legge di natura. Riporto testualmente: “per leggi di natura intendo il sistema di selezione naturale che meglio si adatta al miglioramento della specie”. L’incesto sarebbe per te, se ho capito bene, non naturale perché porterebbe a un impoverimento della specie. Bene.
    Ma in che termini si può sostenere che questo abbia a che fare con la “morale”? I comportamenti naturali sono comportamenti morali? Mi sembra arduo tracciare un netto confine tra quale sia un comportamento naturale e quale non lo sia. L’incesto è, per esempio, una pratica che ha una certa diffusione tra gli altri animali.
    Il richiamo alle leggi di natura in relazione all’incesto mi sembra dunque presenti delle difficoltà. La natura è, credo, nè immorale nè morale. Basti solo pensare alle inclinazioni naturali che siamo chiamati a contrastare (…in natura talvolta il più forte si mangia il più debole, e dunque non vi è alcuna tutela di quest’ultimo).

    Un’ultima osservazione. Scrivi: “la consapevolezza di un’azione è limitata all’importanza data dalla società a quella determinata pratica (anche sessuale)”. Ciò vuol dire che se una pratica viene vista positivamente ed accettata con consapevolezza, allora questa è moralmente giusta? Mi vengano molti casi però in cui ciò potrebbe non applicarsi. Prendiamo la pratica dell’infibulazione. In molte comunità è considerata come pratica lecita. A me sembra aberrante e non sono disposta ad accettare che venga praticata. Come la mettiamo con il relativismo morale?

    Ciao a tutti,
    Vera

    P.S.: Personalmente, mi capita spesso di utilizzare in filosofia argomenti tratti anche dall’osservazione di fatti di cronaca o da articoli non scientifici. Nello specifico, affido la mia educazione morale spesso alla lettura di un buon romanzo, alla visione di un film o all’ascolto di un’opera lirica. Ma questa è solo una mia opinione e come tale rimane.

  25. kijio said

    @ Vera Tripodi
    ti rispondo, in merito al tuo ultimo post, premettendo che mi fa piacere di trovare qualcuno, come te, con cui discutere di queste cose.
    1. sui diversamente abili: non era mia intenzione attaccarti, ma puntualizzare una cosa che per me e’ molto importante. L’invito a fare volontariato non era una provocazione! ma rimane aperto, e non solo a te! 😉
    2. quoto la frase “Ciò vuol dire che se una pratica viene vista positivamente ed accettata con consapevolezza, allora questa è moralmente giusta? Mi vengano molti casi però in cui ciò potrebbe non applicarsi. Prendiamo la pratica dell’infibulazione. In molte comunità è considerata come pratica lecita. A me sembra aberrante e non sono disposta ad accettare che venga praticata. Come la mettiamo con il relativismo morale?”
    Anche io sono contro l’infibulazione, cosi’ come sono contro ogni forma di sessismo (maschile o femminile). MA allora vanno visti i limiti dell’intervento di una determinata societa’ verso un’altra. Quando ad esempio i talebani hanno distrutti i budda nessuno se “n’e’ fregato de’ meno” (prova invece a distruggere una moschea …e scoppia un’altra guerra santa), cosi’ come nessuno si preoccupa dell’uccisione da parte del governo cinese di centinaia di migliaia di tibetani (anzi .. molti imprenditori e molti governanti non ultimo prodi … insistono a sponsorizzare la cina .. a portar denaro a quello stesso governo che distrugge ogni giorno le vite ed i diritti umani con i laogai).
    La morale di una societa’ agisce seguendo i proprio interessi (spesso solo il vile denaro …. come i nostri governanti, penso che abbiamo raggiunto il massimo dell’ipocrisia con quelli che ci sono ora) e pur dicendo a parole di amare la liberta’ ed i diritti umani poi li schiacciano portando soldi a chi uccide e toglie le liberta’ (vi ricordo che in cina ogni anno vengono passate alle armi migliaia di persone, solo perche’ la pensano in maniera differente o solo perche’ sono tibetani, quando poi c’e’ gente che va per le strade a sventolare bandiere rosse e brucia bandiere americane per la condanna a morte di pluriomicida reoconfesso, ipocriti!).
    Io sono un singolo con un limitatissimo potere, possono solo esprimere idee e cercare di convincere gli altri che il mondo si migliora seguendo semplicemente 30 articoli (vedasi la mia pagina sul mio blog). Ma rimane un fatto oggettivo che e’ quello che le popolazioni non seguono la propria testa … ma si fanno infinocchiare.
    Finche’ l’umanita’ non si rendera’ conto che la liberta’ non deriva da una religione o da un ideale ma dalla consapevolezza e dallo scambio di idee, saremo destinati a essere schiavi di chi propone formule preconfezionate. Purtroppo, ad oggi, la pappa pronta e’, come in passato, la scelta della stragrande maggioranza della popolazione mondiale. Non posso che compiere piccoli gesti, come il volontariato, per lenire alcune sofferenze di alcune persone, nulla piu’.
    Un ultimo appunto: sono per la liberta’ di idee e la loro manifestazione pubblica (bandiere rosse, nere o di qualsiasi altro colore) purche’ non violenta o lesiva dei diritti altrui, e sono contro la pena di morte (anche dei pluriomicidi). Credo che la migliore affermazione della liberta’ sta nell’esprimere liberamente le proprie idee e difendere il diritto di espressione altrui, nonche’ adoperarsi affinche’ la gente conosca cosa succede nel mondo, aiutandola se possibile. Non certo sbandierare a comodo, in maniera ipocrita, l’uno o l’altra bandiera dal proprio balcone, convinti che basta quello per essere tranquilli con la propria coscienza.

    sul tuo p.s.:
    sono convinto che se si parla di “conseguenze biologiche” o “fenomeni naturali” non si puo’ far riferimento all’articolo di un “giornalaio” che scrive solo per far notizia. Su discussioni morali invece si … se non altro per sbeffeggiarlo 😉

  26. Kijio: d’accordo sulle tue preferenze etiche (che sono molto condivisibili), ma rimane il problema posto da Vera: nel tuo post precedente sembravi affermanre un forte relativismo morale, come la mettiamo con le tue idee etiche che hai espresso? Se vale il relativismo morale non sono più giuste di altre, e inoltre, se fosse così, non ci sarebbe alcuno spazio prt convincere che usi uns sistems morale diverso tramite l’argomentazione dal momento che lui ha dal suo punto di vista perfettamente ragione.

    Inoltre rimane inevaso il problema natura/morale: in che senso, come ha chiesto Vera, se una cosa è naturale (poi su questo avrei da dire qualcosa ma non ora) è giusto?

  27. kijio said

    @ Sebastiano Moruzzi
    Ritengo che bisogna analizzare un determinato caso in due modi. Uno in senso logico ed uno in senso morale, ossia uno che analizza la questione e rimane neutro limitandosi ad estrapolare azione/causa/effetto ed uno invece soggettivo e moralistico (ossia, se succede a me .. come agisco? che scelta potrei fare e perche’ dovrei fare proprio quella?). Per me sono fra loro legate indissolubilmente. Cerco di spiegarmi meglio.
    Prima va individuato il senso logico, poi quello personale e non il contrario: se non si capisce cosa succede procreando due individui con similitudini genetiche non posso aprioristicamente scegliere cio’ che moralmente (per me) e’ giusto o sbagliato. La conclusione poi puo’ essere contraria alla cinica convenienza scientifica (es. la sopravvivenza della specie).
    Ovviamente sottolineo che la mia analisi scientifica puo’ essere sbagliata (mi ritengo estremamente ignorante a riguardo) e quindi posso essere ripreso in caso di teorie superate o capite male, ma la confutazione di un argomento scientifico (che ne e’ premessa) non puo’ avvenire su base moralistica. Mentre la scelta personale e’ sicuramente soggettiva e puo’ essere condivisa del tutto, in parte, oppure respinta in toto (es. sull’accettare l’amore di due consanguinei).
    Io sull’incesto sono neutro. Ritengo, in senso generale e personale, che le leggi non debbano regolamentare il rapporto amoroso fra individui consapevoli e non condizionati, o limitarlo in alcun modo (ossia per me leggi sui dico sono delle gran panzanate, cosi’ come le tasse sulla successione e’ un furto a cielo aperto). Se due persone si vogliono bene che stiano insieme e che nessuno gli rompa le balle. Sia in vita sia in morte (se uno tiene all’altro fa un’assicurazione verso l’altro, se gli vuole bene gli lascia quello che e’ di sua proprieta’ senza che nessuno glielo possa levare o diminuire, stato compreso).
    Questo non toglie che non tutte loro azioni le condivido, perche’ possono portare a sofferenza di altri individui (che siano bambini adottati che avranno disturbi mentali con le coppie omosessuali, oppure malattie genetiche con l’incesto).
    In poche parole, su base scientifiche (in premessa), affermo (in conclusione) in maniera personale, che la liberta’ d’amore fra due persone (che la ritengo sacrosanta) non significa liberta’ di far soffrire un terzo.

  28. Fabrizio Trifiro said

    Con particolare riferimento a Sebastiano:

    Leggendo il tuo primo commento sono rimasto sorpreso dall’inferenza nel tuo argomento. Hai scritto: ‘Supponiamo che l’incesto tra A e B sia riprovevole. Variamo di pochissimo il corredo genetico di uno dei due (tenendo sempre fermo che sono maturi e consenzienti) e sembra che non ci siano ragioni per negare che non sia ancora riprovevole. Applichiamo questo ragionamento nella maniera nota e ne segue che ogni rapporto sessuale è riprovevole.’

    La conclusione non segue perche’ ‘rapporto sessuale tout court’ e’ un predicato diverso da ‘rapporto sessuale incestuoso’. Dal fatto che aRb sia riprovevole per qualsiasi a e b, non segue che qualsiasi relazione tra a e b lo debba essere. Quello che il tuo argomento della mutazione genetica mostra e’ che il senso di riprovevolezza associato all’incesto non ha basi genetiche ma sociali. Ovvero che e’ un problema etico.

  29. matt107 said

    Buona sera, riprendo questa discussione, anche se vedo che l’ultimo intervento risale oramai a quasi un anno fa.

    Probabilmente negli interventi precedenti non è ancora stata presa in considerazione una visione strettamente “politica” del problema.
    Ok, si è parlato di genetica, ma poi è stato impossibile non innalzare la discussione su un livello morale, dove è abbastanza plausibile che la maggior parte delle affermazioni siano, forse giustamente, invalidate solo in nome di diversi e personalissimi “sensi morali” (e per esempio gia il seicento inglese ci offre un’abbondate quantità di opere che si divertono a giocare sulla universalità della morale, penso a Loke, a partire almeno dal primo libro del suo saggio sull’intelletto umano, si sarebbero dovute evitare tutte le discussioni di carattere morale, ma ovviamente non vogliamo privarci del piacere di tante discussioni senza fine).

    Veniamo al dunque, con visione strettamente politica della questione intendo una visione che forse può essere considerate cinica, una visione che mette da parte qualsiasi senso morale, una visione che tratta la persona come numero, una visione che tutta via è quella che qualsiasi stato deve usare per amministrarsi (dico “amministrarsi” per far presente che lo stato non è che la somma di tutti i cittadini che lo compongono, e che quindi “si amministrano”, si gestiscono diciamo, forse suona meglio).

    Prendiamo ora in considerazione la distinzione di Engelhardt tra persona in senso stretto (ovvero un essere che possiede quattro carattersitiche fondamentali: 1-autocoscienza, 2-razionalità, 3-minimo senso morale, 4-libertà) e persona in senso sociale (ovvero persone che non posseggono ora, o non hanno mai posseduto le 4 carattersitiche fondamentali: bambini, anziani, disabili, malati incurabili).
    Secondo Engelhardt, l’attribuzione dello status di persona sociale ai soggetti che non si trovano nella condizione di poter essere inserite nel numero delle persone in senso stretto, avviene arbitrariamente, per via di accordi tra le persone in senso stretto che compongono la società/stato considerata; tutto questo in base a considerazioni utilitaristiche, che in fondo, una volta fatti cadere i veli buonistico-moralistici sono le uniche che vengono applicate per portare avanti ogni società organizzata (questo ovviamente è brutto da dire, ma è evidente, forse triste, ma banale e innegabile: siamo numeri).

    Ora secondo questa visione, la possibilità dimostrata scientificamente che da rapporti incestuosi possano nascere “cittadini” che non potranno essere mai persone in senso stretto (secondo la terminologia di Engelhardt) non è altro che un peso nel bilancio dello stato. Il fatto che a certi gradi di parentela il pericolo genetico non sussista (o sia meno probabile) non è ai fini del punto di vista “politico” rilevante: la legge astrae e cerca di estendersi il più possibile, in modo da allontanare sempre più ogni anche solo pensabile rischio.

    A mio avviso, due “persone in senso stretto”, se pur parenti, dovrebbero essere lasciate libere di agire come meglio credono, tutta via, vista l’onnipresenza del punto di vista “politico” se si vive in società organizzate (stati), la giusta via (sempre naturalmente rivoltante dal punto di vista morale, che però, qui forse non deve essere preso in considerazione) che la società dovrebbe considerare sarebbe quella di eliminare dai registri di previdenza e assistenza sociale le eventuali “persone sociali” derivanti da rapporti incestuosi.

    Questa soluzione potrebbe essere ragionevolemente applicata anche a tutte quelle situazioni di vizio tanto diffuse (per situazioni di vizio intendo tutte quelle pratiche delle quali è scientificamente provata la nocività: alcool, tabacco, droga).
    Lo stato che intendesse muoversi in questa direzione, dovrebbe ragionare più o meno così: Fai come credi, non mi curo della moralità delle tue azioni – purchè non arrecchino danno ad altre “persone in senso stretto” o “persone sociali” gia esistenti – tutta via, non ricadranno sulla società eventuali costi (per costo si intende quindi pure la nascita di altre “persone sociali” da situazioni scientificamente additate come a rischio) derivanti dai tuoi vizi.

    (Ho usato il termine disabile, e non la definizione “diversamente abile” in quanto penso che non ci sia nulla di offensivo nel termine, che per altro fino a poco tempo fa era usato senza problemi, ed era anzi stato introdotto al posto del termine “handicappato”, che pure non trovo offensivo, in quanto, nel determiare la “normalita” almeno in senso fisico (sulle questioni etico-morali come gia detto sarebbe dura definire il normale) ci si basa sulle capacità della maggior parte degli individui, e se la condizione dei cosiddetti diversamente abili non fosse una condizione di mancanza rispetto alla norma, non vedo su quale base verrebbe loro attribuita assistenza sociale. Non consideratemi cinico, ma penso che sia inutile giocare con le parole.)

  30. Un contributo cognitivo alla discussione.
    Jonathan haidt, 2001, The emotional dog and its rational tail: A social intuitionist approach to moral judgment

    http://www.usfca.edu/fromm/handouts%20FALL%202008/monday/Lewis/Lewis,%20Wk3.pdf

    L’idea è che si trova l’incesto moralmente riprovevole cosi’, di primo acchito, e le motivazioni arrivano dopo, confabulando.

  31. sp said

    Ancora piu’ in ritardo, sono d’accordo con Roberto, ma forse solo in parte (dipende anche da come uno legge Haidt). Mi spiego: sono d’accordo che su alcuni temi morali, come quelli che definiamo tabu’, la riflessione arriva dopo, cercando di trovare motivazioni per qualcosa che e’ motivato da reazioni istintive di disgusto. Sono meno certa che questo avvenga in ogni giudizio morale (ma non ricordo se Heidt lo sostenga). Comunque, anche nei casi in cui la giustificazione a livello individuale la diamo post hoc, da filosofi possiamo sempre chiederci se queste reazioni siano moralmente giustificate, dunque non credo che la precedente discussione sia inutile. Io tendo a pensare che non ci sia alcuna giustificazione morale contro l’incesto. Non credo che una relazione sessuale/amorosa con un genitore sia *necessariamente* meno sana, meno aperta alla diversita’, o meno equa (da parte del genitore), anche se *probabilmente* una relazione incestuosa troppo sana non sara’, viste le complcazioni che porta con se’. La questione legale e’ a se’, ma ritengo abbastanza ridicolo che l’incesto sia punito solo quando “dia scandalo”, non fosse altro per la formulazione motivata da questioni di decoro piuttosto che di bene pubblico (se poi un utilitarista mi fornisce un argomento secondo cui la pubblicita’ di tale gesto va evitata per ragioni di ordine pubblico, e’ un altro discorso.)

  32. Possiamo definire male l’azione dell’incesto secondo il criterio che se lo facessero tutti, il genere umano si estinguerebbe (per via dei problemi legati alla genetica).

    Riguardo al fatto che l’incesto potrebbe essere consumato in maniera protetta (e quindi la procreazione fosse comunque affidata a normali raporti tra non consanguinei), rimane sempre un male ma questa volta per il fatto che costituisce un modello che se fosse applicato poterebbe il genere umano ad estinguersi.

    Il mio discorso presuppone che l’estinzione del genere umano e tutto ciò che va in quella direzione sia un male. Chi non è daccordo con questo ha ben diritto di considerare l’incesto una cosa non immorale.

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  34. mago silva said

    secondo natura l’incesto ai tempi primitivi era una cosa naturale, grazie alla scienza i tempi cambiano e oggi e’ inamissibile, ma nel sesso tutto quello che e’ proibito e’ attraente e’ innamissibile anche avere rapporti con bambini eppure una gran parte del clero mediante catechismo, confessioni, processioni assatanati da astinenza hanno rapporti con fedeli di ogni eta’, purtroppo quelli che credono a un gesu cristo figlio di dio che si limito’ a predicare in un paio di km2 nel mondo sono tantissimi.

  35. vertigoz said

    bella domanda. no, da un punto di vista liberale se i soggetti sono adulti e consenzienti secondo me non c’è nessun buon argomento contro l’incesto. diverso è il caso in cui l’incesto dia luogo a progenie. ma anche in tal caso mi sembra che non si possa negare agli incestuosi il “diritto” di procreare se lo si concede a chi, ad esempio, è portare di anomalie genetiche di pari entità a quelle a cui può dar luogo l’incesto. questo, almeno parlando in teoria. poi nella pratica tendo a pensare che i due fratelli tedeschi che hanno avuto 3 bambini su 4 con gravi disabilità siano, nella migliore delle ipotesi, degli idioti.

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