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controfattuali, causalita’ e modellizzazione causale

Posted by fede22 su marzo 15, 2007

Ciao a tutti!

 Mi sto cimentando di nuovo con i controfattuali.  Sono alle prese con un paper da scrivere con un demografo e uno statistico sui controfattuali nella modellizzazione causale.  In filosofia della causalita’ c’e’ stata e c’e’ tutt’ora un vivo dibattito sui controfattuali. Dal lato filosofico abbiamo il ben noto Lewis, ma dal lato modellizzazione causale (soprattutto in scienze sociali) le cose sono piu’ complesse.  Diciamo che abbiamo due fazioni. I Guelfi guidati Phil Dawid (2000, 2007)  sferrano potenti attacchi ai controfattuali e propongono di rimpiazzare la modellizzazione strutturale (secondo loro essenzialmente controfattuale) con la teoria della decisione.  I Ghibellini, piu’ o meno capitanati da Judea Pearl (2000), strenuamente la difendono. Pearl va anche oltre e sostiene che la sua semantica per i modelli strutturali e’ sostanzialmente equivalente alla semantica di Lewis.

 Fondamentalmente mi (vi! 🙂 ) pongo tre domande:

1) Pearl (2000, ch.7.4) sostiene questa equivalenza tra le due semantiche. Ma ha ragione? Sono davvero equivalenti? Mi sono un po’ persa nel suo formalismo, quindi se qualcuno ha delle idee al riguardo, ben venga …  🙂

2) Io continuo a dubitare che i controfattuali di Lewis e i controfattuali in un modello strutturale siano la stessa cosa.  Non sono convinta che un controfattuale in un modello strutturale riguardi un single case e soprattutto che riguardi la metafisica della causalita’ (identificare *la* causa). Un controfattuale, in un modello economico standard della domanda e l’offerta, e’ una cosa del tipo: dato il prezzo attuale P=p0 di un bene, quale sarebbe il valore della domanda Q se fissassimo il prezzo a P=p1? Qui non sto cercando la causa, ma cerco di stabilire una (ipotetica) relazione tra domanda e offerta sulla base di un modello che considero *gia’* causale. Anche qui, idee?

3) Il demografo e lo statistico mi chiedono se sono state sviluppate delle semantiche alternative alla semantica a mondi possibili. Avete riferimenti da darmi? Io sono rimasta ferma a Lewis-Stalnaker, ma chi e’ piu’ dentro alla logica modale magari mi puo’ aiutare.

Spero di non essere stata troppo oscura… 8)

Comments and suggestions are most welcome, e grazie per l’aiuto!

ciao,

federica

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5 Risposte to “controfattuali, causalita’ e modellizzazione causale”

  1. Ciao Federica,

    rispetto al punto (3):

    “Il demografo e lo statistico mi chiedono se sono state sviluppate delle semantiche alternative alla semantica a mondi possibili. Avete riferimenti da darmi? Io sono rimasta ferma a Lewis-Stalnaker”

    Ad esempio ‘premise’ semantics per i controfattuali (Angelika Kratzer and Frank Veltman)

    puoi vedere, ad esempio, il paper (F. Veltman) :

    http://staff.science.uva.nl/~veltman/papers/FVeltman-mca.pdf

    In generale: ci sono semantiche alternative a quella dei mondi possibili per la logica modale, ossia algebraic semantics, neighbourhood semantics e topological semantics. Ma probabilmente quello che tu cerchi sono semantiche alternative a quella dei mondi possibili non per la logica modale in generale, ma per la logica condizionale. A questo proposito forse ti sarebbe utile vedere (come riferimento generale e aggiornato, anche con indicazioni bibliografiche):

    1. John-Jules Meyer, Frank Veltman, “Intelligent agents and common sense reasoning”, in particolare sect. 9 “Counterfactual Conditionals”

    2. Sten Lindström, Krister Segerberg, “Modal logic and philosophy”, in particolare sect. 2.2 “Conditional logic”

    Entrambi in The Handbook of Modal Logic, eds. P. BlackBurn, J. van Benthem, F. Wolter, Elsevier 2007

  2. fede22 said

    grazie giusi, daro’ uno sguardo ai testi che indichi.
    nel frattempo sono riuscita a fare due chiacchiere qui con jon williamson riguardo il punto 1 e secondo lui l’equivalenza formale dei due sistemi si puo’ sostenere, ma sicuramente i controfattuali di lewis e i controfattuali di un modello strutturale hanno portata molto diversa. quindi piano piano si delinea anche una risposta al punto 2 …

    ciao,
    federica

  3. ciao Federica,

    rispetto al punto 1: equivalenza delle semantiche)

    (premessa: parlo dal punto di vista logico, non contenutistico, non conosco il problema e non conosco i testi di cui parli)

    Alcune osservazioni (ma probabilmente sono cose che già sai):

    1. ci sono varie nozioni di *equivalenza* tra semantiche, prima di porsi la questione se due semantiche sono *equivalenti* occorrerebbe chiarire in che senso (si sostiene che) sono equivalenti.

    2. Non è un fatto elementare dimostrare l’equivalenza tra due semantiche che sono definite rispetto a (classi di) modelli differenti: e mi sembra di aver capito dal tuo post che si sta parlando non solo di semantiche differenti ma anche di modelli differenti (mi sbaglio ?). In generale, posta in questi termini non è chiaro cosa si debba intendere per *equivalenza* (di due semantiche definite rispetto a due classi di modelli differenti) .

    3. Il caso normale è che c’è una classe di modelli (ad esempio la classe di tutte le strutture di Kripke, o la classe di tutte le strutture di Kripke che hanno una certa proprietà, ecc.) e due o più semantiche (definite rispetto alla stessa classe di modelli) e uno dimostra che le due o più semantiche sono equivalenti rispetto a quel modello, provvedendo una *traduzione* delle formule della semantica A in formule della semantica B e viceversa, così dimostrando che a formule vere (nel modello) di una semantica corrispondono formule vere (nel modello) dell’altra.

    (Non commento su Pearl (2000 7.4), dovrei vedere la dimostrazione)

  4. fede22 said

    Ancora grazie, Giusi.

    Non e’ chiaro che cosa Pearl intenda per equivalenza delle semantiche. Dice che mostrera’ che “the two formalisms are identical for recursive systems; in other words, composition and effectiveness hold with respect to Lewis’s closest-world framework whenever recursiveness does” (Pearl 2000, p. 240).

    Quindi presenta la teoria di Lewis con due regole di inferenza e sei assiomi e poi mostra (ma in realta’ non da nessuna interpretazione formale) che i sei assiomi valgono nella semantica strutturale (che fondamentalmente e’ il formalismo delle reti bayesiane).

    Riguardo Pearl alla luce dei tuoi commenti e dei riferimenti bibliografici.

    ciao,
    federica

  5. nzybt albo said

    qcuowy lcnfp ghxbye evauzi xawgqvjti zfjdoa kxowlcys

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